YOANI SANCHEZ. Universali

sif2013Alcuni siedono alle nostre spalle e parlano francese, mentre nei seggi accanto due brasiliani si scambiano idee. Un poco oltre alcuni attivisti bielorussi dialogano con i colleghi spagnoli, anche loro ospiti dello Stoccolma Internet Forum (http://www.stockholminternetforum.se/). Un evento che dallo scorso 21 maggio ha riunito nella capitale svedese persone interessate a strumenti digitali, reti sociali e cyberspazio. Una vera e propria Torre di Babele dove comunichiamo con la lingua sincera della tecnologia. In questi giorni il villaggio globale e virtuale è racchiuso in una vecchia fabbrica in riva al mare. E in mezzo a una ridda di analisi e aneddoti, ci sono anche sei cubani  disposti a raccontare il loro lavoro di cyber attivisti.

Stoccolma è stata la tappa che ho maggiormente apprezzato del mio lungo viaggio, non perché nelle altre siano mancate le note positive e le manifestazioni di affetto, ma perché qui ho incontrato diversi colleghi provenienti da Cuba. Nella capitale svedese si sono dati appuntamento alcuni attivisti che nel nostro paese utilizzano le nuove tecnologie per raccontare o per tentare di cambiare la realtà. La giovane avvocata Laritza Diversent (http://jurisconsultocuba.wordpress.com/), il direttore di Estado de SATS (http://www.estadodesats.com/) Antonio Rodiles, l’acuta blogger Miriam Celaya (http://desdecuba.com/sin_evasion) e l’informatico Eliécer Ávila (https://twitter.com/eliecer_cuba). Inoltre, per un solo giorno, è stato dei nostri anche il reporter indipendente Roberto Guerra  (https://twitter.com/HablemosPress). Stoccolma mi ha ricordato molto da vicino Cuba, e non certo per il clima.

L’Internet Forum è stato un modo per sentirci cittadini del mondo, scambiare esperienze con chi vive situazioni diverse ma – di fatto – sorprendentemente simili. Basta parlare un momento con un altro invitato o ascoltare una conferenza per rendersi conto che in ogni parola pronunciata si trova l’eterna ricerca umana del sapere, dell’informazione… della libertà. Espressa in questa occasione tramite circuiti, computer e kilobytes. Siamo usciti da questo appuntamento con la sensazione di essere universali. Le tecnologie ci hanno reso persone capaci di andare oltre la nostra geografia e il nostro tempo.

 

Traduzione di Gordiano Lupi

http://www.infol.it/lupi

 

Nota del traduttore: Yoani Sánchez si trova adesso a Varsavia, dove è stata ricevuta dal Ministro degli Esteri polacco. Nel suo spazio Twitter si legge del suo ritorno a Itaca (Cuba), previsto entro 72 ore: “Comincio a sentire l’odore dell’Avana, della mia famiglia e persino di non connessione a Internet. Torno a Cuba con la mentre piena di progetti e con le batterie cariche al massimo. Tra i miei sogni c’è quello di potenziare l’uso di Twitter tra gli attivisti cubani. Comincerò una nuova tappa della mia vita, dedita sempre più al giornalismo e all’insegnamento delle nuove tecnologie. La cosa che più amo nella vita è fare la giornalista e la madre di Teo”.