Félix Luis Viera. 73 (italiano/spagnolo)

Traduzione di Gordiano Lupi – http://www.infol.it/lupi

Biografia dell’autore

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73

Isola di Cuba,
quante chitarre sono state rotte in tuo nome,
quanti tiranni ti hanno violata dopo averti proclamato
[nuovamente donzella,
quante ragazze hanno morso la polvere del loro Sogno
dopo che l’azzurrissimo mare si è fatto rosso con il sangue
[dei loro amori,
quanti bambini hanno perso i loro palloncini sotto il tuono
[garante di Giustizia.
Quante gonorree, quanti cancri
hanno depositato in te i tuoi salvatori,
quanti blandendo la rossa sfumatura della poesia
hanno incatenato i tuo occhi, hanno lanciato
in aerei di carta la menzogna di te come una frutta plastica.
Isola di Cuba, sangue che non finisce,
dove ti trovi in questa notte, dove
che i tuoi boleri non mi raggiungono, dove
che quelle donne non mi afferrano i timpani con le loro risa come
flauti che scoppiano, dove che i neri non arrivano ansimanti,
noiosi,
sereni come serpi in fuga, dove
che le nere non mi assaltano con i loro culi da bastioni biblici?
E dove, dove quelle mulatte
che sotto le nevi dei lampi consacrano l’ostia?

Dove,
amore mio,
in questa notte quando
mi fai male in tutta la bocca,
quando
inutilmente
ti cerco nel lontano freddo.

 

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73

Isla de Cuba,
cuántas guitarras han sido rotas en tu nombre,
cuántos tiranos te han violado luego de haberte proclamado doncella
nuevamente,
cuántas muchachas han mordido el polvo de su Sueño
luego de que el azulísimo mar se ha hecho rojo con la sangre de sus amores,
cuántos niños han perdido sus globos bajo el trueno prometedor de la Justicia.
Cuántas gonorreas, cuántos chancros
han depositado en ti tus salvadores,
cuántos, blandiendo el rojo matiz de la poesía,
han encadenado tus ojos, han lanzado
en aviones de papel la mentira de ti como una fruta plástica.
Isla de Cuba, sangre que no termina,
¿dónde te hallas en esta noche, dónde
que tus boleros no me alcanzan, dónde
que aquellas mujeres no me afierran los tímpanos con sus risas como
pífanos que estallan, dónde los negros que no llegan acezantes, tautológicos,
serenos como sierpes en fuga, dónde
las negras que no me asaltan con sus culos como bastiones bíblicos?
Y ¿dónde, dónde aquellas mulatas
que bajo las nieves de los relámpagos consagran la hostia?

Dónde,
amor mío,
en esta noche cuando
me dueles en toda la boca,
cuando
inútilmente
te busco en el lejano frío.

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