YOANI SANCHEZ. Il nuovo incontro

5654bd_yoaniGiovedì scorso sono stata all’Avana senza muovermi da Madrid. Grazie alla chitarra di Boris Larramendi (https://www.facebook.com/boris.larramendi?fref=ts) ho fatto un salto sull’Isola. Un breve – ma intenso – ritorno, solo a colpi di accordi e di buona musica. In un locale della capitale spagnola ho incontrato un gruppo di amici, alcuni laureati alla facoltà di Arte e Letteratura, ma anche vecchi conoscitori dei numerosi gruppi musicali sorti negli anni Novanta a Cuba. Mi sono sentita di nuovo a casa, perché proprio nella sala del nostro appartamento avevamo avuto uno di quegli incontri che l’altra notte abbiamo ricordato. Abbiamo evocato il nostro infuso di caña santa (http://www.hipernatural.com/es/pltcana_santa.html) e quel poco di zucchero con cui recuperavamo le energie dopo aver portato la bicicletta per 14 piani di scale. Ma soprattutto abbiamo ricordato le buone canzoni che ascoltavamo insieme, lo spazio di libertà che almeno per qualche ora riuscivamo a creare.

A parte i motivetti e il riso con fagioli, mi ha fatto piacere soprattutto aver incontrato di nuovo questi compatrioti. Molti di loro cercano ancora di farsi strada in una Spagna stremata da crisi economica e divergenze politiche. Alcuni sono disoccupati, altri illegali, diversi hanno figli nati in Spagna che non conoscono il paese dei genitori; tutti sono interessati alle sorti di Cuba. Boris ha cantato sino a perdere la voce, le palme delle nostre mani si sono arrossate a forza di accompagnarlo con gli applausi e – subito dopo mezzanotte – è affiorato l’umorismo, le barzellette ci hanno tenuto compagnia.

Un televisore alla parete mostrava immagini girate nelle strade avanere. Il Malecón e l’incrocio tra 23 e L, sono diventate lo sfondo audiovisivo che accompagnava la nostra guaracha improvvisata intorno a due tavoli. In un istante mi sono resa conto che quella registrazione che passava sullo schermo era stata realizzata da una telecamera della polizia segreta. In pratica era materiale di sorveglianza filtrato e trasformato in un semplice video da divertimento, in uno spazio ricreativo. La banalizzazione dell’occhio ufficiale; il controllo trasformato in frivola notizia del quotidiano. Ma neppure questo fatto è riuscito a distoglierci dalla cosa più importante che stava accadendo in quella sala: la convergenza. Stavamo comprendendo ciò che avevamo in comune dopo tante traversie e una prolungata separazione. Eravamo più liberi che in qualunque incontro avanero ma nonostante tutto continuavamo a essere il frutto dei nostri vecchi incontri avaneri. In un mattino madrileno abbiamo ritrovato il nostro passato.  

 

Traduzione di Gordiano Lupi

http://www.infol.it/lupi