Michel Suárez. Non se ne parla, non esiste

racismotraduzione/adattamento e riduzione a cura di Yordan Fuentes De Arnaiz della redazione di Nuovacuba

 Madrid. DIARIO DE CUBA. 9 aprile 2013

Nemmeno una sola azione contro il razzismo, passata o futura, nella relazione che l’Avana ha consegnato al Consiglio dei diritti umani a Ginevra, con riferimento alla Revisione Periodica Universale (UPR) alla che si sottoporrà l’isola il 1 ° maggio.

Il rapporto ufficiale, pieno di omissioni, menzogne ​​e mezze verità, offre la visione del governo di Raul Castro a 24 presunti “successi e sfide” nella promozione dei diritti umani.

Secondo il regime, dal 2009 data dell’ultima revisione di Ginevra, il “quadro giuridico e istituzionale”, in termini di diritti fondamentali “si rafforza di continuo”.

La libertà d’espressione e la lotta contro la discriminazione razziale sono due delle più clamorose assenze del documento ufficiale, nel bel mezzo di un dibattito che ha recentemente raggiunto il New York Times, ha mobilitato gli intellettuali e perfino costato il lavoro del saggista Roberto Zurbano in Casa de las Americas*.

Esperti delle Nazioni Unite, tuttavia hanno inviato le loro considerazioni a Ginevra, di fronte all’UPR del 1 maggio.

 

Assenza di leggi

Per esempio, il Comitato per l’eliminazione della discriminazione raziale (CERD) questiona che il diritto penale cubano non preveda la “motivazione razziale come una circostanza aggravante”, e ha raccomandato che le leggi siano modificate.

“Uno dei punti che dovrebbe essere discussi alla conferenza del partito comunista era la legge sul tema raziale, ma che è rimasto in sospeso. Nessuna informazione in merito. Non c’è volontà politica” si lamenta Juan Antonio Madrazo, coordinatore nazionale del Comitato Cittadini per l’Integrazione Razziale (CIR).

Il CIR opera in maniera indipendente e i suoi membri sono regolarmente perseguitati dal regime dell’Avana.

In un rapporto pubblicato dalle Nazioni Unite, il Comitato sull’eliminazione della discriminazione razziale mostra anche la sua preoccupazione per la mancanza di denunce, azioni penali e condanne per atti di discriminazione sull’Isola.

La “assenza di cause” giudiziarie può essere dovuta alla “mancanza d’informazioni da parte delle vittime sulle risorse esistenti”, affermano esperti del CERD.

In questo senso, Madrazo coincide con l’organismo sul fatto che “le persone non sono a conoscenza i casi di denuncia per discriminazione razziale, anche se ci sono, per esempio nei negozi in cui si acquista solo con i CUC*”.

“Oggi, tuttavia non esiste una legislazione in materia”, afferma.

Leonardo Calvo Cardenas, vice presidente di Partito Arco Progressista ritiene che l’assenza di un “record giudiziario” sulla questione razziale “implica una mancanza di cultura e di pratica giuridica” in questo senso.

“Nel codice penale cubano c’è un solo articolo che penalizza i reati contro l’uguaglianza, e nemmeno i pubblici ministeri lo conoscono”, ha detto il Calvo.

 

Piattaforme clientelari

Nel suo rapporto al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, il CERD ha osservato la creazione di ‘commissioni’ ufficiali per analizzare il fenomeno della discriminazione razziale, anche se ha dichiarato che l’Avana “non ha istituito un organismo indipendente per il monitoraggio”.

“Le commissioni create sono una farsa, tra cui l’Aponte [appartenente all’UNEAC***]. Nessuna funziona, perché non hanno alcun collegamento con la comunità. Sono a malapena piattaforme clientelari”, si lamenta Madrazo commentando osservazione del CERD.

Sul ruolo dello Stato, Calvo segnala un aspetto fondamentale: “Le autorità devono consentire la partecipazione della società al dibattito, ma questo non succede, perché al Governo non conviene”.

Juan Antonio Madrazo ritiene che “ci sono stati passi in dietro dall’ultima revisione periodica universale” di Cuba presso le Nazioni Unite.

“Stiamo vedendo adesso con il caso di Roberto Zurbano****. Inoltre, a Cuba, gli afro-discendenti sono ancora sottorappresentati nell’economia emergente e del lavoro autonomo”, ha denunciato l’attivista.

Gruppi dissidenti come la Commissione Cubana per i Diritti Umani, l’Osservatorio per i diritti umani e il Centro d’Informazione e Documentazione di Studi Cubani hanno inviato dei report a Ginevra, ma nessuno considerato il problema della discriminazione razziale.

(*)Istituto culturale fondato a L’Avana il 28 aprile 1959, dipendente dal Ministero della Cultura.

(**) Peso convertibile cubano. Una delle due monete che circola nell’Isola.

(***) Unione di artisti e scrittori cubani. Organo associativo filogovernativo.

(****) Direttore del fondo editoriale dell’Istituto Casa de las Américas, fino all’inizio di aprile dell’anno corrente. È stato espulso per aver pubblicato sul New York Times un controverso articolo del titolo: Per i neri a Cuba la rivoluzione non è ancora iniziata, sulla questione raziale a Cuba, il 23 marzo scorso. Consultabile in: (http://www.nytimes.com/2013/03/24/opinion/sunday/for-blacks-in-cuba-the-revolution-hasnt-begun.html?_r=0)

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