Angel Santiesteban-Prats. Diario dal carcere III: La mia innocenza dimostrata.

angel santiesteban

  – la vicenda Santiesteban-Prats

traduzione/adattamento a cura di Yordan Fuentes De Arnaiz della redazione di Nuovacuba

Diario dal carcere III: La mia innocenza dimostrata.

È inconcepibile che quattro anni dopo debba ancora dimostrare la mia innocenza. Non solo mi è risultato sufficiente dirlo, se no che ho presentato le prove di questo, tra le quali c’è il video che espone tutta la diabolica vendetta contro di me, con l’invenzione di una falsa testimonianza.

Se gli accusatori presentano questa falsa testimonianza, e il loro imbroglio è scoperto, vengono costretti a smantellare la loro strategia che sommava 54 anni di carcere per Ángel.

Che altro devo dire per dimostrare la mia innocenza?

Contro di me, non abbastano le estese irregolarità?

Dove sono le prove contro di me, fatta eccezione della denuncia manipolata e  del tenente colonnello che dice che la mia scrittura inclinata indica che sono colpevole?

Nemmeno è sufficiente che mi abbiano messo una sanzione illegale?

Perché allora da due anni a questa parte presento prove e testimoni che sono innocente?

Perché non chiedono al governo cubano di presentare un’unica prova che non  sia che la grezza presa in giro della mia scrittura inclinata?

Qualcuno ha mai pensato che sarebbe successo se i miei amici non avessero filmato il testimone? Quale sarebbe il mio status ora con qualcuno che dice che mi ha visto nella scena?

Mi spaventa che questo non sia sufficiente per smontare una falsa testimonianza e che qualcuno addirittura commenti che la mia ultima dichiarazione, non afferma ancora una volta la mia innocenza.

Mi vergogno di dire a ogni momento: sono innocente.

Perché mi chiedono che lo dimostri e assecondano in un altro modo la Sicurezza dello Stato?

Perché tutti i cubani sono colpevoli fino a prova contraria?

Non basta avere più che dimostrato la mia innocenza.

Quelli che hanno fatto l’indagine e l’intero controspionaggio, non hanno potuto dimostrare la mia colpevolezza, neppure con le loro menzogne.

Per mostrare la mia innocenza non ho le mie parole. Vi sono prove evidenti:

Tre anni e mezzo di attesa e di formazione di un fascicolo. A Cuba questi casi sono sanzionati in pochi mesi dal momento in cui si apre il fascicolo dell’indagine.

Forse la prova più schiacciante è il video sulla falsa testimonianza. Dopo di che, che altro devo presentare?

Sono stati cinque testimoni che hanno dimostrato l’infamia contro di me e le loro dichiarazioni circa la mia innocenza sono state respinte ingiustamente con un’altra menzogna assurda. Questo, è anche pubblicato online.

Sono stato condannato a una pena che non ha nulla a che fare con il capo di accusa.

Tutta la difesa del mio avvocato è su internet alla pubblica visione.

Chiedo a tutti quelli che sono interessati a conoscere la verità, di leggere questi documenti e di non chiedermi più di scrivere che sono innocente.

Chiederlo è fare lo stesso che la corte. L’ho provato ed è qui che sta l’ingiustizia contro di me.

Io non credo che ci siano persone oneste che, dopo aver letto i documenti da una parte e dall’altra aver visto il video della falsa testimonianza, abbiano il coraggio di dire che non ho affermato ancora una volta la mia innocenza.

Spero che sia per mancanza di tempo o di pigrizia verso la lettura e non una provocazione.

Non ho voluto lasciare il paese durante le opportunità offerte, sono voluto restare qui, in questa prigione, con le mie prove, per sfidare il governo con le sue ingiustizie e coloro che danno e compiono gli ordini, rimangono nella storia come i soldati del regime.

Faccio appello alle loro coscienze, confido soltanto in questo.

Ángel Santiesteban-Prats

La prigione di Lima.

Guanabacoa. L’Avana

il falso testimone Alexis Quintana Quindelán, ammette la sua colpa.