Yoani Sanchez. Operazione Verità

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Trasmetto il nuovo post di Yoani Sanchez. Si tratta di un’intervista a Eliecer Avila. Interessante. Racconta la guerra cibernetica tra regime e dissidenti. Il video (audio incomprensibile) è scaricabile dal sito in spagnolo. Ho cercato di riassumere in calce la sintesi delle cose dette, ma già  Yoani racconta qualcosa nel suo prologo.
 

Erano anni che volevo fare certe domande a Eliécer Ávila. Da quando l’ho sentito parlare in pubblico per la prima volta, nel gennaio 2008 ,  sono stata tentata di indagare su che cosa volesse dire far parte dell’Operazione Verità, quale ruolo giocasse un soldato del web. Ma il tempo è passato, gli eventi si sono accumulati, le difficoltà si sono succedute e solo nell’agosto dell’anno passato abbiamo potuto avere un colloquio su questo tema. Quel che mi ha raccontato ha superato ogni aspettativa, confermando i miei timori che la battaglia ideologica in parte si fosse trasferita nel cyberspazio. Questa intervista ha finito per rafforzare le teorie che parlano di trolls addestrati nei laboratori della Sicurezza di Stato, hackers in divisa verde oliva e blog creati con il solo proposito di distrarre l’attenzione.

Armati di schermo e tastiera, con un copione prestabilito, i nostri poliziotti dei kilobytes mostrano un volto facilmente individuabile. La loro strategia principale non è quella di ribattere un argomento, né di contrapporre idee, ma solo di denigrare e cercare di screditare il cittadino che critica il sistema. “Eliminare il messaggero”, è lo slogan che riassume  il compito di coloro che non prestano attenzione alle cose dette ma a chi le dice. Ogni parola riferita da Eliécer coincide in maniera significativa con parte di quel che mi è successo in questi ultimi sei anni, da quando ho aperto Generación Y. A volte ho pensato che fossero deliri paranoici della mia mente – lo confesso – ma ora non ho più dubbi: le autorità cubane trascorrono migliaia di ore su Internet e investono risorse inimmaginabili per contrastare alcuni pacifici cittadini che esprimono soltanto la loro opinione.

Visto che queste poche righe probabilmente saranno lette dalle nuove milizie dell’Operazione Verità, voglio approfittarne per inviare il seguente messaggio: “So che siete lì e adesso non potete più nascondere la vostra esistenza. Il lavoro che state facendo è un’operazione repressiva, un modo per togliere libertà ai cubani. Invece di far tacere gli altri, dovreste difendere le vostre idee con coraggio, senza nascondervi dietro pseudonimi e approfittarvi della superiorità tecnologica. Se davvero credete nelle teorie che propagate non dovreste ricorrere a sistemi così deprecabili per farle valere. Non umiliate, ma cercate di convincere. Non cercate di annullare le differenze, ma imparate a vivere insieme a loro”.

Post scriptum: mi scuso per la qualità audio dell’intervista, in buona parte imputabile alla precarietà tecnologica di cui soffriamo. Ringrazio anticipatamente chi potrà aiutarmi a “pulire” l’audio o a mettere dei sottotitoli.

Traduzione di Gordiano Lupi

http://www.infol.it/lupi

 

Nota del traduttore

 

L’intervista ha un audio davvero pessimo. In ogni caso, Eliécer Ávila spiega a Yoani Sánchez in che cosa consiste l’Operazione Verità, organizzata dal governo cubano nel periodo 2007 -2008, ma ancora operante. Il progetto di regime sfrutta i migliori allievi e le tecnologie più avanzate delle facoltà di informatica cubane e si pone come obiettivo la propaganda della retorica di regime su Internet e di gettare discredito sui blogger indipendenti. Tecnologia e ideologia contro la libertà di opinione. Un esercito di 300 informatici preparati per combattere una guerra cibernetica, al lavoro per 24 ore al giorno, con il solo scopo di denigrare con violenza blogger, scrittori telematici, persone indipendenti che vogliono solo esprimere le loro idee. L’Operazione Verità non cerca di diffondere idee e di convincere, ma vuole solo distruggere il pensiero difforme dalle idee dominanti seminando discredito, calunnie e aggredendo i siti internet che raccontano una realtà alternativa.