Yoani Sanchez. 612 per 612

4Il 4 febbraio il francese Alain Robert ha scalato la facciata dell’hotel Habana Libre. Grazie ai suoi ventisette piani e a un’altezza di 125 metri, dall’edificio si gode una delle viste migliori sulla città. La gente si è ammassata sotto l’albergo con le macchine fotografiche e i cellulari per riprendere l’arrampicata di quest’uomo ragno che, tra l’altro, è già salito sulla torre Burj Khalifa di Dubai, alta 828 metri.

Alain Robert si è arrampicato il giorno dopo un altro evento importante per il paese, che però è stato vissuto dai cubani con meno aspettative. Le elezioni dei deputati all’assemblea nazionale non hanno risvegliato l’interesse dei cittadini. A differenza delle elezioni, questo simpatico Spiderman poteva riservare qualche sorpresa, mentre il risultato delle urne era già noto a tutti. Invece di votare per questo o quel candidato, i cubani dovevano solo ratificare 612 persone per 612 seggi al parlamento.

Forse per questo motivo l’audace scalatore ha fatto parlare di sé più dei risultati del voto in tutto il paese. Com’era da aspettarsi, non c’è stato un solo oppositore al governo che sia riuscito a entrare in parlamento, nessuno con delle idee politiche diverse che sia stato eletto all’assemblea nazionale. Neanche un deputato che non abbia la stessa ideologia del partito al potere. È la noiosa omogeneità di chi la pensa allo stesso modo.

Traduzione di Francesca Rossetti

Internazionale, numero 986, 8 febbraio 2013