I Diari di Mina. Io, Pedro e la manipolazione cubana (26)

I Diari di Mina

dolore_e_dispiacere_di_tosaIo e Pedro continuiamo a litigare. Sempre, per tutto.

Negli otto mesi passati a distanza le nostre conversazioni via chat e Skype erano così rallentate e così esasperanti, che finivamo sempre a discutere, e ogni volta che chiudevamo una chiamata restavo sempre con l’impressione che non ci saremmo più riparlati…e invece ritornavamo sempre a cercarci. Io lo giustificavo. Giustificavo tutto del suo comportamento che a tratti sfociava nell’arroganza e nella mancanza di rispetto.

Nel tempo trascorso senza di lui non credevo che la nostra relazione sarebbe continuata. E così ho ripreso contatti con ragazzi con i quali uscivo prima di andare a Cuba…amici, compagni di Università. Pedro li ha scoperti tutti, uno dopo l’altro. Entrando nel mio facebook, nella mia mail, chissà come.

Adesso mi chiedo come accidenti ho fatto a permetterglielo. Ora che sono qui, e mi sento sola e disperata, mi domando “ma come avrò fatto a cacciarmi in questa situazione?” Lui è un maestro dei sensi di colpa. Riesce a farmi sentire incredibilmente male per cose che ho anche solo pensato. Non importa che io sia più che certa che anche lui abbia ripreso la sua storia con una sua ex mentre ero in Italia, tutto questo sembra non avere importanza qui…

 

Tutti ed ognuno dei miei amici gli stanno antipatici…anche Marvelis, che per me rappresenta la mia famiglia a Cuba, lui non la sopporta, non la tollera. Mi dice che è una falsa, che cerca di approfittarsi di me. Il problema è che in larga parte è vero..neanche Marvelis può soffrire Pedro. Lui per lei è unjinetero punto e basta, un approfittatore, un bugiardo. Ma potrò fidarmi di lei? La stessa che mi porta da un parrucchiere che mi fa pagare di più perchè così lei si prende la commissione su di me? La stessa che ha cercato di farmi fidanzare con mezza famiglia per assicurarsi che i miei soldi e il mio status di straniera restasse nel suo circuito e non si disperdesse all’esterno?

Ma poi mi chiedo…e Pedro non si starà approfittando di me in uguale modo? Lui non vive forse dei miei soldi? Lui non vive di quello che io compro, che io cerco, che io guadagno e che io ho risparmiato? I soldi non bastano mai…e i miei risparmi stanno finendo. Spendiamo di più noi in una settimana che una famiglia cubana media in tre mesi…com’è possibile?

Livia, la mia nuova collega giornalista, mi vede ogni mattina arrivare a lavoro con gli occhi gonfi di pianto e mi dice “No mamita, con un Cubano tu non puoi dimostrarti debole, perchè ti schiaccia! Per questo i nostri uomini si approfittano così tanto delle straniere…”

 

Sono confusa, e non capisco più cosa è giusto e cosa è sbagliato. È giusto sopportare delle mancanze di rispetto per cercare di rafforzare una relazione in bilico? È sbagliato volersi tenere dei segreti per sè anche quando il proprio compagno è così ferocemente insicuro? È giusto non riuscire più a distinguere i buoni dai cattivi, ed ha senso parlare di buoni e cattivi in uno Stato in cui la tua migliore amica boicotta le tue relazioni per svenderti ad un parente per mere ragioni economiche?

Il tempo passa…i soldi stanno finendo e non riusciamo più a permetterci la casa in cui viviamo. Cominciamo a cercarne un’altra con budget ridottissimo, ma nessuno vuole affittare a lungo termine ad una straniera. Il mio stipendio non arriva per qualche problema burocratico…e io comincio a non dormirci più la notte…cosa farò e dove andrò quando i miei risparmi finiranno?

Solo con il tempo avrei capito che Pedro, quello a cui perdonavo tutto perchè era il grande amore della mia vita, giorno dopo giorno, mi stava rubando dei soldi, e lo faceva soggiogandomi, manipolandomi, usandomi. Con il tempo avrei scoperto tutti i suoi tradimenti, e i suoi sordidi trucchetti…per il momento mi sentivo io la colpevole di tutto. Mi sentivo sbagliata, sporca. Mi sentivo in perenne stato di ansia e facevo di tutto per ripulire la mia immagine ai suoi occhi, per non fargli credere che ero la solita sgualdrina europea che andava a Cuba solo per qualche mese di passione.

Nel frattempo continuavo a ripensare ad un pomeriggio in un bar di Trentocon Alessandro, uno dei miei migliori amici in assoluto…seduti fuori in Piazza Duomo, di fronte alla fontana e con il sole in faccia gli raccontavo, mentre guardavo la Chiesa, quello che stava succedendo con Pedro, le nostre liti e le sue frequenti entrate nella mia mail. All’improvviso mi rendo conto che Alessandro sta zitto e non mi risponde. Girandomi verso di lui, noto il suosguardo. Non aveva dubbi sul fatto che avrei dovuto lasciare Pedro su due piedi e non cercarlo mai più…ma le sue parole che ostentavano tanta sicurezza cozzavano con i suoi occhi dubbiosi e insicuri: non mi riconosceva più, non sapeva più chi fossi…e da quel momento, non sarebbe più stato così chiaro neppure a me.


I Diari di Mina

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