Yoani Sanchez, El Rincón

lazaro1Un uomo si trascina in ginocchio per strada, portando sulle spalle una croce di legno. È sul viale che porta all’aeroporto, ma le macchine si fermano e lasciano che il penitente prenda il suo tempo. È il 17 dicembre, giorno dedicato a san Lazzaro, che nel sincretismo afrocubano corrisponde all’orisha Babalú Ayé. Questo santo cattolico è popolare tra i cubani, soprattutto tra chi ha problemi di salute e lo prega per una veloce guarigione. Poi arriva l’ora di mantenere la promessa, portando un’offerta al santuario di El Rincón.

Ogni dicembre moltissime persone camminano, si trascinano o trasportano a spalla pietre pesanti verso la piccola chiesa alla periferia dell’Avana. Sui lati della strada le bancarelle vendono santini, candele e rosari. Gli abitanti della zona fanno affari d’oro, vendendo ai pellegrini acqua, cose da mangiare e servizi sanitari. Allo scoccare della mezzanotte del 16 dicembre i dintorni della chiesa sono già gremiti. Le immagini che si vedono quel giorno vicino alla chiesa di san Lazzaro colpiscono. È interessante notare che in un paese dove il governo ha instaurato l’ateismo da decenni ci siano ancora così tante persone devote ai santi e alle divinità.

Le preghiere a san Lazzaro non riguardano solo le malattie, ma anche le questioni d’amore, la casa o i viaggi all’estero. Quest’anno un uomo portava sulle spalle un enorme modello di legno di un aereo. Forse aveva ottenuto un visto o un permesso per uscire dall’isola.

Traduzione di Francesca Rossetti

Internazionale, numero 980, 21 dicembre 2012