Raúl Castro: misure capitaliste per salvare il comunismo

Castro ha detto che “le modifiche del modello economico cubano cominciano a riguardare questioni di maggior portata, complessità e profondità”.

L’Avana, 14 dicembre 2012 – Il generale Raúl Castro, durante un discorso di chiusura della sessione semestrale dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, ha detto che le riforme economiche da lui promosse vanno avanti “con passo sicuro” e saranno rese ancora più efficaci. La loro finalità è quella di preservare il socialismo sull’isola e di aumentare l’efficienza del sistema. Il governo non dimentica il ruolo delle imprese pubbliche nell’economia nazionale. Castro ha aggiunto che nel 2013 le aziende di Stato avranno “moderne tecniche di gestione” per migliorare la loro efficienza e per dare servizi di portata superiore. “Le modifiche del modello economico cubano cominciano a riguardare questioni di maggior portata, complessità e profondità”, ha sottolineato. I cambiamenti dovrebbero produrre lo sviluppo di una società socialista prospera e autosufficiente.

Le riforme del governo cubano hanno aperto un timido spazio all’iniziativa privata e al lavoro indipendente, che sull’isola viene definito por cuenta propia. Il giudizio dei dissidenti e di molti intellettuali cubani – Yoani Sanchez in testa – è che le riforme castriste siano insufficienti e che procedano con esasperante lentezza. Inoltre non viene mai affrontato il problema della mancanza di libertà personale, del pluralismo ideologico e del cambiamento di un modello repressivo e dittatoriale. Ricordiamo il caso di Angel Santiesteban, uno scrittore recentemente condannato a cinque anni di reclusione dopo un processo senza i minimi requisiti di rispetto della difesa personale.

Gordiano Lupi – www.infol.it/lupi

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