Yoani Sanchez. Fiera di progetti

bibliotecas_interracialIn questi ultimi tempi, i miei giorni sono come settimane concentrate in ventiquattro ore. I mercoledì si succedono l’uno all’altro, i sabati sono pieni di lavoro e i lunedì sembrano giorni durante i quali proseguono le attività invece di cominciare ex novo. A volte mi accadono i fatti più incredibili in una sola giornata: sublimi o quotidiani; straordinari o fastidiosi. Ma di tanto in tanto c’è una data nella quale sembra concentrarsi tutto il calendario. Il 10 dicembre è uno di quei giorni in cui vorrei avere in mano “Il genio in bottiglia” immaginato da Robert Louis Stevenson, per chiedere alla notte di attendere almeno 72 ore prima di calare.

Quest’anno non è stato diverso. Sin dalla vigilia era percepibile “la sindrome che precede il giorno dei Diritti Umani”. Tutti possono sentirla, persino coloro che non vogliono rendersi conto di certe situazioni. Molti poliziotti sono dislocati nei punti più centrali della città mentre le forze dell’ordine mostrano un maggior nervosismo. Da un po’ di tempo a questa parte, anche le istituzioni ufficiali tentano di appropriarsi di una data che per decenni è appartenuta al settore critico della società. Vediamo annunciatori televisivi presentare con un sorriso le attività messe in atto nelle varie località del paese per rendere omaggio ai “diritti”… e su quella parola si fermano, non sanno come andare avanti, per poi completare con “culturali e sociali”. La frase “diritti umani” è stata stigmatizzata per così tanto tempo che adesso è impossibile pronunciarla negli spazi governativi senza che ciò provochi almeno un rossore

Detenzioni e minacce in ogni angolo del paese sono all’ordine del giorno, ma qualcosa riusciamo sempre a fare.  Quest’anno ho partecipato alla giornata inaugurale del Festival di Poesia senza Fine (http://omnizonafranca.blogspot.ca/). Una fiera di progetti diversi ha fatto risorgere la festa dell’alternativa a Cuba. Un centinaio di persone si sono date appuntamento presso la sede di Estado de SATS (http://www.estadodesats.com/) per proporre spazi espositivi che andavano dalla creazione musicale alla promozione dell’integrazione razziale. Era possibile avvicinarsi al lavoro delle Biblioteche Civiche, alla nuova rivista Quaderni di pensiero pluralista, da poco inaugurata nella città di Santa Clara e ai giovani disk-jockey di 18A16 Produzioni. C’era anche il nostro stand denominato “Tecnologia e Libertà” dove proponevamo un’esposizione di lavori di blogger, giornalisti civici e frequentatori di Twitter.

Isola all’interno di un’Isola, quello spazio si presentava come un’anticipazione del giorno in cui nel nostro paese verranno rispettate tutte le idee. Risate, progetti, unità nella diversità e molta amicizia, hanno caratterizzato la magia della prima giornata di Poesia senza Fine. Quando sono rientrata a casa mi sembrava di aver vissuto un’intera settimana nel breve volgere di un giorno, senza aver avuto bisogno – per questa volta – di quel genio in bottiglia di cui narrano le fiabe. Grazie all’energia di tante persone siamo riusciti a mettere in ogni minuto la straordinaria densità del futuro.

Traduzione di Gordiano Lupi

http://www.infol.it/lupi

 

Nella foto: Lo stand delle Biblioteche Civiche e il Comitato Interraziale.

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