I Diari di Mina. Trasferirsi a Boyeros, L’Avana (21)

I Diari di Mina

havana-airport-area-mapRitorno all’Avana a fine giugno, desiderosa, finalmente, di cominciare la mia nuova avventura!
Pedro viene a prendermi in aeroporto, e come al solito, non ha pensato a prenotare un taxi prima del mio arrivo per farmelo trovare già pronto…cominciamo bene, penso con uno strano presentimento!

All’uscita dell’aeroporto è possibile prendere solo taxi convenzionati, che sono moderni e costano un occhio della testa! I taxi che non hanno l’apposita licenza per entrare nel parcheggio dell’aeroporto devono rimanere fuori, in una specie di statale che arriva in città passando per la Plaza de la Revoluciòn.
Quindi, carica di valige, devo attraversare il lunghissimo parcheggio ed arrivare in strada per cercare di fermare un taxi che ci voglia fare un prezzo più basso, il tutto sotto il cocente sole caraibico!
Sono già nervosa!

Troviamo il taxi, e ci dirigiamo verso l’appartamento che Pedro ha cercato per noi. Infatti al Granma Internacional mi avevano promesso l’appartamento, ma mentre ero in Italia la Poiana mi ha scritto dicendomi che c’erano stati dei problemi e di cercarmi un affitto per le prime settimane!
Così Pedro ne ha trovato uno che ci costa (mi costa) 150 Cuc al mese. Il prezzo per me non è proprio dei più bassi, visto che vivo ancora di rendita dalle mance guadagnate per la laurea e dagli ultimi spiccioli rimasti della borsa di studio e dei miei lavoretti universitari. Perciò quando a un bivio il taxi invece di prendere la strada che va verso l’Avana, prende esattamente la direzione opposta, comincio a preoccuparmi!

 

Alla fine capisco cosa sta succedendo: il nostro appartamento si trova a Boyeros!!!
Boyeros è proprio il quartiere dell’aeroporto...e infatti sembra che gli aerei ci atterrino in testa! “Non vi preoccupate, vi abituerete al rumore” dice la proprietaria notando il mio sbigottimento quando i vetri cominciano a vibrare!

La casa è immersa in una specie di boschetto che costeggia la strada. Il nostro appartamento si trova proprio a fianco la villa della padrona, e sul retro c’è un giardino la cui fine si confonde con l’inizio del bosco. L’umidità è a livelli che non credevo neppure possibili, e l’appartamento è pieno di ogni sorta di ragni, lucertole, scarafaggi, rane, zanzare e formiche, ma soprattutto, topi!

Consta di un’entrata con due sedie così arrugginite che non mi ci sono mai seduta per paura che si sgretolassero, una cucina, una camera da letto e un minuscolo bagno senza porta e con le mattonelle azzurre solamente sulla parte destra della stanza. Appena mi sporgo dentro per vedere bene le condizioni, delle rane cominciano a saltare fuori dal water e si spargono per la casa! La proprietaria ride compiaciuta guardando Pedro, che invece guarda me con aria preoccupata!

Cerco di calmarmi e di fare conversazione con la proprietaria, e le chiedo se devono ancora finire il bagno, visto che mancano le mattonelle, e lei “No, è che poi hanno licenziato mio cognato dal negozio di mattonelle dove lavorava e non ce ne ha potute più portare a casa”, mi risponde con la maggiore naturalezza del mondo. Ed effettivamente non fa una piega! In fondo il detto cubano “Non si vive del proprio stipendio, si vive del proprio lavoro” è conosciuto: il lavoratore che ha la fortuna di lavorare in un negozio, vive di quello che riesce a rubare per poi venderlo al mercato nero. Oppure, se ha qualche affare con la fabbrica produttrice, compra gli articoli a un prezzo più basso dagli operai (che pure rubano), e poi li vende nel negozio a prezzo pieno al posto dei prodotti ufficiali, e si tiene lui i soldi!

La casa non è male a dire il vero, anche se ha bisogno di una generalizzata e profonda pulizia. Ma anche volendo ignorare i problemi di pulizia e l’evidente presenza di una nutrita gamma di schifosi animali ed insetti, il vero grande problema è che si trova a oltre un’ora di autobus da dove lavoro…e gli unici autobus che passano per di lì sono il P12 e il P16, che partono da Santiago de las Vegas ogni morte di papa e già strapieni.

Mi accorgo che la Pedro e la proprietaria cominciano a discutere: lei non sapeva che io fossi straniera, e appena mi ha visto ha subito cercato di alzare il prezzo. Sono esausta, il giorno è stato troppo lungo e decido di uscire a prendere un po’ d’aria. Nel patio noto che la cagna di Miriam (così si chiama la signora) ha appena partorito 4 cuccioli. Mi chino e mi ci metto a giocare, senza sapere che uno di loro sarebbe presto diventato uno dei miei migliori amici (se non l’unico) a Cuba. Faccio una passeggiata e arrivo fino alla strada principale, con uno dei piccoli cagnolini che mi segue. Appena arrivo vedo passare un P12 così pieno, che degli uomini sono in piedi sullo scalino esterno, fuori dalla porta rimasta aperta per le troppe persone, aggrappati per le braccia a quelli che sono dentro…e penso…ma come farò io ad andare a lavorare ogni giorno?

 

I Diari di Mina

Da http://unitalianainecuador.wordpress.com/

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