I Diari di Mina. Mi assumono al Granma Internacional! (19)

I Diari di Mina

Dopo il lungo supplizio del dovermi sorbire i racconti delle gesta eroiche della Poiana dagli anni ’60 in poi, entriamo finalmente nel famoso quarto piano. All’uscita dell’ascensore (che mi dicono di evitare il più possibile perché si rompe spesso!), sulla destra e dopo una porta a vetri sudici e rotti, si apre un lungo e buio corridoio: il Granma Internacional. I primi uffici che si trovano sulla sinistra sono quelli della direzione, poi viene una sala riunioni, il Dipartimento di Francese, quello di Portoghese e la redazione.

Sulla destra ci sono invece gli uffici informatici, poi c’è una specie di salottino con un erogatore di acqua, e un divanetto in pelle ormai a pezzi. Lì si trova il Dipartimento di Tedesco, poi continuando nel corridoio c’è il dipartimento di Inglese, e infine gli uffici del Sindacato (che a Cuba non può mancare in ogni posto di lavoro!) In fondo al corridoio si trova una sala per eventi.

 

Entro negli uffici della direzione e conosco la segretaria (che adesso è cambiata). Quella che c’era allora era la temibile Regla. Scortese e scorbutica con tutti, non salutava nessuno (capi a parte), e lavorava lì solamente per gli affari illegali che poteva concludere con gli stranieri dei vari Dipartimenti (dei quali parlerò più avanti). Arrivano anche il Direttore e il Vice-Direttore, e assomigliano a Stanlio e Ollio. Ollio, il direttore, è basso e grasso e senza capelli. Mentre la Poiana me lo presenta non riesco a togliermi dalla testa l’immagine dei maiali del libro “La fattoria degli Animali” di George Orwell. Stanlio, il Vice-Direttore è alto e magro. Assolutamente succube della volontà di Ollio, ha un fare dimesso e discreto. Lavora come un matto e non ha nessuna autorità sui lavoratori, soprattutto perché va periodicamente dai colleghi stranieri per chiedere loro soldi in prestito.

 

Così Ollio mi spiega i benefici del lavoro al Granma, validi solamente per gli stranieri: stipendio di 400 pesos in Moneta Nazionale, integrato con ben 120 CUC al mese. Carnet di identità Cubano con Permesso di Residenza Temporale di due anni per cominciare, carnet del Granma (che mi sarebbe stato incredibilmente utile!!) con un appartamento in dotazione del Granma, libreta per cubani e libreta per stranieri. La libreta de abastecimiento per cubani rappresenta la quantità di cibo razionato sussidiato che il Cubano va a ritirare nella bodega ogni mese, e comprende un panino rotondo al giorno (che si compra alla Panaderia), un quarto di litro d’olio, 5 libre di riso, una bustina con un po’ di fagioli neri e colorati, 10 uova, 3 libre di zucchero bianco e una libra di zucchero grezzo e una bustina di caffé da 150 g al mese, oltre a una bustina di sale, una saponetta e un dentifricio ogni tre mesi. Ogni tanto arrivano anche altre cose extra che si possono andare a comprare sempre libreta alla mano e a prezzi agevolati, ma spiegherò più avanti il machiavellico sistema che di fatto impedisce ai cittadini di goderne. La libreta per stranieri invece contiene ogni mese, oltre alle cose della libreta cittadina (che quindi vengono duplicate), anche carne di pollo, carne di maiale e addirittura carne di manzo! Un litro d’olio e una bottiglia di detersivo per lavare i piatti e altre due bustine di caffé. Un dentifricio, una saponetta e un sapone per lavare vestiti, spaghetti e perfino una stecca di sigarette!

 

Tutti mi dicono che sono contenti di avermi con loro, e io tra me e me penso “Ma mi hanno già assunta?” e mi chiedono quando posso cominciare, mi raccomando, il prima possibile! Non so cosa rispondere, non credevo sarebbe stato così facile, e balbetto “Tra un mese…”. La Poiana mi sorride soddisfatta e mi porta a conoscere tutti i giornalisti della redazione…i famosi giornalisti cubani! Avrei lavorato con loro e con Massimo, il ragazzo salernitano con cui avevo parlato per telefono e che finalmente vedo di persona! Mi dice sussurrando “Spero di non averti fatto un torto dicendoti che stavamo cercano qualcuno” e io lo guardo confusa…cosa vorrà dire? Sembra tutto perfetto e meravigliosamente organizzato!

Avrò un appartamento senza dover pagar affitto, e cibo in abbondanza! Addirittura la carne di manzo, che invece per i Cubani è severamente vietata perché è destinata ai solo turisti!

Io e Pedro abbiamo finalmente un’occasione per vivere insieme e vedere come va la storia nella quotidianità, e io ho la possibilità non solo di vivere a Cuba, ma di studiare la propaganda dal suo interno, dalla sede del potere!

Eppure torno a casa con una strana inquietudine…le facce dei Cubani che mi guardavano con un misto di pena e disgusto, la frase di Massimo…cosa avranno voluto dire?
Chiamo in Italia e avviso mia madre “Torno a casa, preparo le valige e mi trasferisco a Cuba almeno per i prossimi due anni?”

“Sei sicura?” “Mai stata più sicura in vita mia!” mento.

I Diari di Mina

Da http://unitalianainecuador.wordpress.com/

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