I diari di Mina. Lo zio di Pedro e i sensi di colpa (16)

I diari di Mina

Guardo lo zio di Pedro e mi preoccupa il fatto che condividano gli stessi geni!

Lo zio si chiama Leonel, ed è un omone con due grossi baffi ormai bianchi, e con un fisico invidiabile per la sua età. Lavora come meccanico di navi nel porto, e appartiene a quel ristrettissimo gruppo di privilegiati che guadagna parte del suo stipendio in CUC (500 pesos più 15 Cuc, cosa davvero invidiabile!)

Anni fa si trasferì all’Avana da Sagua la Grande, paesino del centro di Villa Clara. Abbandonò la sua compagna di allora e andò a vivere in un appartamento nell’Avana Vieja con una bianca, cosa che scatenò le ire di suo padre, il nonno di Pedro, quando era impensabile che un nero si mettesse con una bianca. Lui fece pace con la sua famiglia solo dopo la morte del padre. Ora che io sto con Pedro, nessuno sembra vedere che è la stessa circostanza…tutti onorano la memoria del nonno defunto come se fosse quella di un santo, ma una straniera è una straniera, e sarebbe folle sprecare questa opportunità per il volere di un vecchio morto! A Cuba bianchi e neri vivono in due società parallele, checonvivono ma non si incrociano. I neri stanno con i neri. I bianchi con i bianchi. C’è un detto che infatti recita: “Un nero vicino di casa sì, ma cognato no!”

Allo zio 15 anni fa venne in mente di mettere a posto le tuberie dell’acqua della casa, che secondo lui avevano dei buchi, ed è da allora che i tubi riposano smontati in un angolo della casa, e sua moglie deve fare avanti e indietro consecchi d’acqua dall’unico rubinetto che è sopravvissuto in tutta la casa (che si trova in terrazza)! Poi ha pensò bene di permutare una parte della casa con un appartamentino che si trovava dall’altra parte della terrazza tutto darestaurare nel quale viveva una vicina. Così ha diviso in due la casa con una parete, eliminando le stanze da letto. In attesa di trovare i soldi per aggiustare l’altro appartamento, ha costruito una bella barbacoa (pratica molto diffusa all’Avana), dividendo l’ultima stanza che gli era rimasta in due piani, ovviamente entrambi bassissimi! Nella cucina ci si sta a malapena in piedi, ma nel nuovo piano così creato, si deve entrare in ginocchio! Giusto lo spazio per stendere il materasso per terra e dormirci sopra!

Poi qualche anno dopo un uragano ha buttato giù la terrazza e ha aperto un buco nel tetto della casa del vicino di sotto (che continua a viverci!), e con il tetto è caduto metà del nuovo appartamento permutato.Quindi adesso vive in una stanza sola che fa da cucina, sala, camera da letto e bagno (isolato solo da una tendina, dove fai la doccia seduto sul water). Non ha acqua in casa, e deve andarla a prendere camminando su assi di legno che passano sulla casa del vicino, ancora aperta. E metà del nuovo appartamento che avrebbe dovuto affittare è crollato.La seconda settimana Leonel e sua moglie Mercedes ci invitano a pranzo a casa loro. Arriviamo con una bottiglia di Rum Havana Club, il regalo preferito dallo zio! I due uomini vanno a fare la spesa, e chissà perché mi lasciano a casa con Maria a preparare la tavola. Quando tornano indietro Pedro mi dice che mi deve parlare. Suo zio gli ha chiesto in prestito 10 Cuc per comprare la carne per il nostro pranzo! E incredibilmente Pedro glieli ha prestati! Sono furiosa! E’ solo la prima settimana a Cuba e mi sono rimasti solo 30 Cuc!!! Zio e nipote non mi erano sembrati così uguali…fino a quel momento! Pedro come al solito gioca la carta del senso di colpa: in realtà io dovrei essere grata a suo zio per avermi invitato a pranzo, e non essere egoista e pensare solo ai miei soldi! Quello era un argomento che Pedro usava spesso facendomi sentire colpevole…mi diceva che i Cubani non potevano permettersi di essere gentili nel senso che intenderemmo noi Europei, che non potevo essere materialista o egoista e dovevo apprezzare i buoni sentimenti…Tutto questo mi lasciava attonita e mi gettava nella più profonda confusione: ero io l’Italiana stronza ed egoista, o c’era davvero qualcosa che non andava? Solo con il tempo avrei capito che la manipolazione a Cuba è un arte, e che la legge della sopravvivenza porta l’uomo ad essere spietato…e quell’uomo lo era con me. In realtà in quel momento non me ne preoccupavo neanche molto, perché credevo che quello sarebbe stato il nostro ultimo mese insieme, e in fondo pensavo di doverglielo perché ero sicura che sarebbe finita.

Ma la settimana successiva la situazione si sarebbe completamente ribaltata e la mia visione del futuro sarebbe cambiata totalmente!