Garrincha e la LA MORTE DI FIDEL

Garrincha, ci racconta alla sua maniera Cuba… 

LA MORTE DI FIDEL 

Umorismo nero di Garrincha sulle voci che si rincorrono tra i blogger e parlano di morte cerebrale per Fidel Castro.

 

– Dicono che Pocholo è in stato di morte cerebrale. Andiamo a ballare e a divertirci con la Sinfonica nazionale!”

– Ho anni di esperienza in questo…

– Con la Sinfonica Nazionale?

– No, con la sua morte cerebrale.

 

Pocholo è uno dei tanti nomignoli che i cubani danno a Fidel Castro. 

A parte questo, non darei molta importanza al fatto che Fidel Castro sia al termine della sua vita o non lo sia. Certo, c’è l’evento mediatico, la sola cosa che conta di questi tempi. La morte di Fidel Castro avrebbe il valore simbolico di chiudere un’epoca, oltre a segnare la scomparsa di uno dei più grandi uomini del ventesimo secolo. Fidel Castro ha guidato Cuba in una rivoluzione vittoriosa che non ha mantenuto le attese e si è andata poco a poco stemperando in una dittatura da caudillo sudamericano, basata sul culto della personalità. Fidel Castro è stato Cuba per anni, immedesimazione totale di un leader carismatico con il suo popolo. E il suo popolo l’ha pure amato, guardate, ha creduto in lui per molto tempo. Adesso, invece, non ci crede più. E non crede neppure nei suoi successori che continuano a parlare di socialismo caraibico. Cuba è un paese stanco di una dittatura personalistica, della retorica antiamericana, di subire ingiustizie, di vedere successioni dinastiche invece che vittorie elettorali, della mancanza di libertà individuale. Cuba è un paese che vorrebbe cambiare e aprirsi al mondo, come disse un Papa alcuni (troppi?) anni fa. Il fatto che Fidel Castro sia vivo, morto o morente non cambia i destini di Cuba. Fidel Castro da tempo si è fatto da parte ed è scomparso dalla vita pubblica. Per i cubani è come se fosse già morto. Si sono abituati alla non presenza di un leader ingombrante. Cadrà anche il simbolo fisico, prima o poi, ma per favore, quando arriverà quel giorno, non festeggiamo, perchè non si deve far festa al funerale di un uomo che nonostante tutto è stato importante per Cuba. Comprendo la rabbia dei cubani esiliati, capisco il desiderio di tornare, ma cerchiamo di mantenere dignità e rispetto di fronte alla morte. E magari cominciamo, fin da subito, a lottare uniti per un futuro democratico e prospero.

 

Gordiano Lupi

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