Guillermo Cabrera Infante. Che fare?

da Exorcismos de esti(l)o

con Li Ssu, l’influente primo ministro che spinse l’imperatore Ch’in Shi Huan Ti a bruciare “tutti i libri precedenti” alla sua dinastia, trecento anni prima di Cristo; con i sobri ateniesi che assassinarono quella fonte di filosofia e di libri che fu Socrate; con la distruzione della biblioteca di Alessandria e della sua gemella Serapis, che non fu provocata accidentalmente da Giulio Cesare, né deliberatamente da Amrou, capitano del califfo Omar, come hanno fatto credere fino a poco tempo fa i suoi veri distruttori, certi assidui ri-scrittori della storia: i cristiani; con i monaci medioevali che cancellarono le pergamene con le commedie di Menandro, quasi tutte le poesie di Saffo e tutto Pindaro, per copiare sermoni e simonie; con il Sant’Uffizio dell’Inquisizione, con l’Indice dei Libri Proibiti, con Calvino; con la serva di Carlyle che, trasformando lei sola la tragedia collettiva in commedia domestica, utilizzò il manoscritto de La Rivoluzione Francese per accendere un fuoco riluttante; con la bigotta Miss Clemens che censurò gli scritti di Mark Twain prima che fossero stampati; con i terrorizzati nativi che appiccarono il fuoco alla capanna decorata dal diavolo in cui morì Gauguin; con la prima moglie di Hemingway, che perse, tra Parigi e Zurigo, una valigia di manoscritti originali; con gli agenti della NKVD che distrussero le ultime opere di Babel e quasi tutti i poemi postumi di Mandelshtam; con gli ufficiali delle SS che bruciarono nel ghetto di Drohobycz gli ultimi manoscritti di Bruno Schulz, prima di sparargli un colpo alla nuca; con le due guerre mondiali che distrussero cattedrali, biblioteche, musei e la città di Dresda in una sola notte; con il commissario cubano che fece abbattere l’enorme murale di Amalia Peláez, responsabile teorico di aver ucciso con una delle sue ali crollate una donna che prendeva il sole nella piscina dell’Hotel Hilton, già denominato Habana Libre? Che fare con un passato immodificabile? Che fare con i molti Montags irredimibili che ci sta preparando un futuro pericoloso e incerto, o forse prevedibile? Che fare con un futuro, prossimo o posticipato, che la farà finita con le idee e con gli uomini del passato ma pure con i libri che tentano di far morire le idee? Che fare con il tempo che distruggerà tutto? Che fare con un domani remoto indiscernibile da un passato remoto? Che fare con l’eternità, contro il niente? Niente?

Traduzione di Gordiano Lupi

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