Compromessi con l’etica e la verità. La Stampa a Cuba

di GUILLERMO ORDOÑEZ da Primavera Digital

(traduzione, riduzione, adattamento Massimo Campo)

La professione di giornalista nel nostro paese è sottommessa ai rigori e alle vicissitudini che contraddistinguono una società priva di libertà e preda dell’intolleranza totalitaria del potere.  I giornalisti filogovernativi sono stati convertiti in semplici araldi, ripetitori dei temi e degli interessi delle autorità, le quali li costringono a voltare la schiena alla verità. 

I corrispondenti della stampa straniera accreditati a Cuba sono anche loro vittime delle pressioni e dei ricatti con cui il regime limita l’obiettività che questi professionisti potrebbero offrire al contesto della realtà nazionale. Sotto la permanente minaccia di essere espulsi dell’Isola, i corrispondenti stranieri omettono nei loro servizi i problemi più gravi che colpiscono la società cubana.  

Già da alcuni anni la stampa indipendente si è trasformata nell’alternativa capace di offrire una informazione reale ed obiettiva sulla realtà cubana.  A costo di gravi difficoltà s’impegna a offrire un’immagine chiara e profonda della società cubana e delle sue particolarità.

 Durante più di tre lustri di esistenza, la stampa indipendente ha sfidato  l’ostilità governativa con la sua permanente azione di ostacolo e repressione. Durante questi anni, sono molti i giornalisti indipendenti che sono stati colpiti da calunnie, oltraggi ed ingiusta detenzione. La stampa indipendente ha lottato contro la ragionevole paura dei cittadini di essere fonte di informazione, oltre che lavorare in maniera instancabile al miglioramento intellettuale e professionale allo scopo di riempire il vuoto di informazione. I giornalisti indipendenti hanno affrontato le carenze materiali, la mancanza di accesso alle fonti e agli spazi statali, ma si sono trasformati in un’opzione di informazione per tutte quelle persone e quelle istituzioni interessate a ciò che succede a Cuba.   

Con lo sforzo che ha dimostrato, la stampa indipendente è riuscita a smascherare il governo cubano come violentatore dei valori e diritti che invece afferma di difendere. I giornalisti indipendenti si sono trasformati in un fastidio per le autorità, che sono coscienti che in qualunque angolo dell’Isola vi può essere uno di questi disposto a denunciare gli eccessi dei rappresentanti del regime.  

Risulta deplorevole denunciare come negli ultimi tempi, all’aumentare delle pressioni e delle minacce, i corrispondenti della stampa straniera che avrebbero la possibilità di mostrare al mondo il vero volto di una società in piena crisi, si allontanano sempre più dall’obiettività e prestano attenzione verso problematiche banali che non riflettono le tragedie sociali che vive oggi la nostra nazione. 

Tuttavia, lo sviluppo delle nuove tecnologie ha consentito ai giornalisti indipendenti la realizzazione di una densa ed estesa rete di giornalismo cittadino destinata a mostrare al mondo la Cuba reale, per combattere il silenzio e le falsità imposte dalla censura ufficiale. Per fortuna, già oggi non è necessario che la notizia transiti per un’agenzia o un corrispondente professionale affinché un fatto sia conosciuto o diffuso. Mentre i governanti cubani si allontanano definitivamente dalla verità e dalla ragione e i corrispondenti stranieri sembrano più interessati a conservare i propri privilegi, c’è sempre di più a Cuba la disponibilità di giornalisti indipendenti e qualificati, disposti ad allontanarsi dai progetti repressivi per contribuire ad offrire al mondo l’immagine reale di una Cuba che soffre.