Le perfide illusioni dei castristi italiani

di Massimo Campo

Ho letto una lettera aperta, a firma Vincenzo Basile di Capitulo Cubano, tradotta dal bravo Rob Ferranti in La Isla Grande.

La lettera di un giovane italiano che annuncia di voler terminare gli studi per poi trasferirsi a Cuba. Annuncia che ha deciso di rinunciare alla tecnologia, ai mezzi di locomozione, alla buona e ricca alimentazione occidentale. Rinuncerà alla qualità della vita italiana per raggiungere Cuba e viverci. Cuba, che definisce paese del terzo mondo.

 Aberrante. Naturalmente. Una visione egoistica, immatura e perfidamente illogica. Un giovane che vuole lasciare la modernità, la democrazia, per tuffarsi in un paese del terzo mondo. 

Ora, sia chiaro, il caso di Vincenzo Basile è paradigmatico dell’approccio del veterocastrismo italiano. La “romantica” rivoluzione castrista non è analizzata come lo dovrebbe essere un normale processo storico, ma è idealizzata e dogmatizzata senza alcun contributo razionale. Vincenzo vuole andare a Cuba, Rinuncerò al mio supercomputer e a una eccezionale connessione con fibra ottica … perché mai maledizione i cubani non devono aver diritto a collegarsi con il mondo? 

Dimenticherò il grande televisore al plasma e i mille canali satellitari e mi abituerò al vecchio tubo catodico , perché mai i cubani devono essere costretti alla preistoria?

Il salario non mi basterà per niente, Il riso diventerà il mio miglior amico. La carne di manzo sarà un ricordo lontano. … perché mai i cubani devono essere costretti alla povertà e al cibo scadente?

Poi ha dimenticato di parlare di altre piccole questioni. Il partito unico controllato dal regime, quindi il divieto di libera espressione ed associazione (personale e politica). Di riflesso il diritto di libera stampa.

 Cuba merita di meglio di questi castristi privi di amore per un popolo meraviglioso. Di castristi che in pieno vigore egoistico non sperano in una Cuba migliore ma che persistono nella terribile regola della Cuba povera e castrista ma libera. Come se non potesse esistere libertà e democrazia. Come se non si potesse aspirare ad un benessere materiale dignitoso e giusto. I castristi italiani non pensano alla pelle di 11 milioni di cubani che non hanno potuto scegliere e che non possono farlo. Mai.  Questa povertà di pensiero è l’eredità di un mondo che sta sparendo.

Per fortuna.

Advertisements