Yoani Sanchez, I superbi

Corridoi affollati, persiane che lasciano passare il caldo e dalle imposte fanno circolare appena la brezza. Sono le dieci del mattino in ogni ufficio, in tutti i luoghi dedicati al pubblico di questa Isola lunga e stretta che ha la forma di una lista d’attesa. Un funzionario chiama per nome e cognome chi attende, controlla i documenti, fa passare da un piccolo cubicolo composto da pareti di carton gesso. Verso mezzogiorno, una signora che indossa abiti e scarpe impeccabili attraversa il salone, il direttore in persona la riceve subito, facendola accomodare nel suo ufficio. Quando esce, qualcuno mormora: “È la figlia del generale Tal de Tali… per questo non deve attendere”.

Nuevo Vedado, vecchi edifici di cemento si alternano a condomini dai giardini spaziosi e alte cancellate. “Di chi è quella?”, chiede il bambino curioso che percorre per la prima volta quella strada. I genitori sorridono, aggrottano le sopracciglia e finalmente rispondono: “Quella la dettero alla madre di un comandante sceso dalla Sierra, ma adesso ci abitano i suoi nipoti”. All’incrocio successivo, un anziano conversa sul marciapiede con un vicino di casa. Il piccolo curioso si avvicina e riesce a sentire una parte del dialogo: “Vado da mio cugino che è capitano di polizia perché gli faccia un po’ di paura, per vedere se smette di mettere la musica così alta”. Quando la curiosa famiglia svolta verso calle Tulipán, un auto non concede la precedenza. Al volante c’è un altro superbo di “sangue blu”, consapevole che non prenderà mai una multa per non aver osservato un segnale di “stop”.

La stirpe, l’albero genealogico, il compartire geni con altre persone, nella Cuba di oggi è un importante salvacondotto che apre tutte le porte. Il nepotismo non si manifesta solo nell’ambiente lavorativo o nella distribuzione di certi incarichi politici. Essere “parente di…” velocizza le pratiche, rende limpide le fedine penali, posiziona nei posti più alti delle graduatorie per ottenere appartamenti o auto, rende possibili le degenze nei migliori ospedali, fa entrare nelle scuole più gradite e agevola persino la rapida cremazione di un parente defunto. La parentela può essere la carta del trionfo o del fallimento, l’elemento per cui in molti collegi tollerano le pretese di uno studente mentre non sopportano le richieste di un altro allievo. Chi vorrebbe mai infastidire il potente papà? Perché complicarsi la vita dicendo “no” alla capricciosa sorella del generale? Chi oserà far attendere un servizio al nipote di un alto dirigente? Tutti sanno che la collera quando proviene dall’Olimpo, prende forma di raggio, di tuono che può togliere impieghi, creare problemi e rovinare promettenti carriere.

 

Traduzione di Gordiano Lupi

http://www.infol.it/lupi

 

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