I DIARI DI MINA. La lezione sul Cile, e l’incontro con Pedro (5)

 I Diari di Mina

Dopo un mese all’Università dell’Avana, ho capito una cosa: ognuno racconta la storia come più gli conviene!

La lezione di Storia dell’America Latina alla Facoltà di Storia e Filosofia si svolge più o meno così
La prof: Oggi parliamo del Cile! Il Cile è uno stato
(gli studenti in coro) costiero!
confina a nord
(sempre in coro) con il Perù!
A est
(di nuovo coro) con Argentina e Bolivia
a ovest
(coro) con l’Oceano Pacifico!

La prof riprende le redini del discorso, e dice “Il Presidente più illustre del Cile è stato Allende, che perseguiva sogni socialisti ed era grande amico del nostro Comandante in Capo! Purtroppo, l’esercito oligarchico guidato dal derechistaAugusto Pinochet e dall’Ambasciatore Statunitense in Cile rovesciarono il Governo legittimo di Allende, il quale si sparò con la pistola regalatagli da Fidel Castro Ruz l’11 Settembre del 1973 (che data triste vero?)”
(Tutti in coro) Sììììì!!!!!

La prof: “Dopo anni di Governi di destra, un partito di tendenze di sinistra torna al potere in Cile con la Bachelet. Bene, il Cile sarà argomento di prova! La prossima settimana parleremo della Bolivia!”

Io allibita mi giro verso una povera ragazza sedutasi al mio fianco per sbaglio, e le chiedo…è tutto qui? Non si studia più nulla del Cile? Cosa ha fatto Pinochet, cosa ne è stato di lui? E lei “Na’, eso aqui no se da en las clases, solamente se estudian los procesos socialistas…” (No, queste cose non si trattano a lezione, si studiano solo i processi socialisti!)

Abbattuta mi dirigo all’Università a cercare di fare ordine tra i miei pensieri...come è possibile che l’Università migliore di tutto il Sud-America, quella che in teoria è tra i primi 10 posti al mondo per livello di preparazione…sia così scadente? Io credo che perfino durante le Medie le lezioni di storia e geografia sono più approfondite!

In quel momento, persa nelle mie riflessioni, un ragazzo (miracolosamente), mi rivolge la parola! Si era seduto a studiare all’altro capo del tavolo al quale ero seduta io (tutti gli altri tavoli erano occupati!) E’ un afro-cubano, con una marea di fogli volanti davanti a sé e ha un espressione più abbattuta della mia! Sta preparando la tesi in Fisica Nucleare, e tutti i documenti che i suoi professori gli hanno dato sono in inglese…ovviamente lui non parla una parola di inglese, così mi vede, e mi chiede aiuto credendomi britannica!

Quel ragazzo, che d’ora in poi chiameremo Pedro, con il suo sguardo così dolce, il sorriso timido e le treccine che gli incorniciavano il volto, avrebbe cambiato il corso della mia vita…ma io ancora non lo sapevo, ero soltanto felice, finalmente qualcuno mi parlava!

 

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Da http://unitalianainecuador.wordpress.com/