Il Granma, le bugie di regime.

Tutti i regimi dittatoriali, o comunque quelli di natura totalitaria, hanno la necessità della gestione e del controllo dei media. Oltre alla militarizzazione della società vi è il bisogno di “manipolare” le informazioni allo scopo di renderle armoniche ai piani politici del regime al potere.

Cuba e lo storico quotidiano Granma non sfuggono naturalmente a questo esercizio di manipolazione e gestione dell’opinione pubblica. La missione è quella di creare una realtà virtuale, dove il cubano sia fiero di esserlo e non maturi certo pensieri dissidenti di cambiamento. Una realtà che non esiste però.

Significativa è anche la poesia di Carlos Varela: La politica no cabe en la azucarera (La politica non ci sta nella zuccheriera), quando afferma che “Todos quieren vivir en el noticiero/ allì no falta nada y no hace falta dinero./…” (Tutti vogliono vivere nel telegiornale/ lì non manca nulla e non serve il denaro).

Gordiano Lupi, Cuba, ed. Kult virtual press

Lo scopo è evidente: propore una realtà diversa, distorta, che disegni l’immagine di una società evoluta, moderna, positiva. Intrinsecamente solidale al regime stesso.

Questa politica dell’informazione “trattata” si scontra però con la straordinaria modernità dei nuovi strumenti tecnologici. Come è possibile raccontare una verità distorta quando milioni di persone, anzi miliardi, su questo pianeta sono fornite di strumenti elettronici utilizzabili per riprodurre filmati, registrazioni audio, fotografie e per condividerli nell’agorà planetaria della rete Internet? Spesso diviene risibile lo sforzo di colossi della menzona come il Granma quando ai loro articoli deliranti i semplici cittadini rispondono con filmati autorealizzati che smascherano immediatamente quella realtà irreale.
Veniamo al caso di questi giorni, che è comunque paradigmatico dello stile del Granma.

A Santiago de Cuba scoppia un furioso incendio a causa di un incidente, presso uno distributori più grandi della città (all’incrocio delle strade Trocha e Carretera del Morro ).

Il Granma ci informa in tal modo:

Nonostante l’intervento dei pompieri per controllare la situazione con urgenza, gli specialisti ritengono che l’accensione di una moto ubicata nei pressi della stazione di servizio ha provocato l’incendio del liquido che si è propagato fino ai serbatoi provocando l’esplosione.La rapida ed efficace azione del corpo dei pompieri e l’aiuto della popolazione ha permesso di estinguere l’incendio rapidamente, che minacciava di propagarsi nei dintorni a causa della volatilità del carburante. Immediatamente sono state isolate le condutture e chiuse tutte le valvole.”

Menzogne naturalmente. L’azione dei pompieri non è da specialisti. Il loro operato non è rapido ed efficace.

Questo video mostra l’arrivo dei pompieri e la loro scarsa attività e valutazione del rischio.

Ma le bugie continuano.

I pompieri non comprendendo minimamente il rischio consentono a centinaia di persone di avvicinarsi al luogo dell’incidente. La popolazione non aiuta i pompieri (altra bugia propagandisca del Granma) ma ruba evidentemente la benzina.

In questo video si vedono centinaia di persone, molte arrivate in ciclomotore, rubare la benzina in una posizione rischiosissima. Senza che gli efficienti pompieri cubani facciano nulla.

Poi il dramma. Scoppia l’incendio.

Questa mostruosa incompetenza ha causato otto casi critici estremi, sei critici, dodici gravi e sei meno gravi.

Ma sono le valutazioni del Granma. Ci si potrà credere?