Yoani Sanchez, altre diffamazioni da Salim Lamrani

di NUOVACUBA

Salim Lamrani è un docente universitario francesce conosciuto, nell’ambito del dibattito sul castrismo e l’anticastrismo, per le sue pubblicazioni relative alle relazioni storiche tra Cuba e gli Stati Uniti. Il suo ultimo libro si intitola Etat de siège. Les ‘sanzioni économiques des Etats-Unis contre Cuba, Paris, Editions Estrella, 2011.

Cosa non nuova nel contesto della sua attività pubblicistica il professor Lamrani attacca violentemente Yoani Sanchez con un suo articolo del 28 agosto 2012 su Opera Mundi, Le nuove contraddizioni della dissidente cubana Yoani Sanchez.

La prima causa della sua condanna è per l’atteggiamento di Yoani Sanchez nell’imputare al governo dell’Avana i mali di quella società, e per testimoniare tale affermazione il professor Lamrani si impegna in una pervicace riproduzione di alcune note della stessa dissidente cubana.

Mio figlio mi chiede se ci sarà il pranzo oggi”, scrive in una cronaca del 29 giugno 2012, in “una società in cui ogni gestione è circondata da ostacoli e barriere, molto di più se la si fa in modo indipendente”. [1] ” Una di queste scene ricorrenti è quella di procurarsi il cibo ed altre materie prime, tra le carenze croniche di nostri mercati “, si lamenta. [2] Afferma di lottare quotidianamente contro “gli ostacoli della vita.” [3]

In effetti, sostiene anche di avere difficoltà a nutrire il proprio bambino “per la verticalità di un governo totalitario” [4], che ha il pretesto di essere sotto una “eterna minaccia straniera per squalificare i problemi scomodi”. [5] Secondo lei, “con pochi centesimi in più per un alimento, il termometro dell’ansia quotidiana scoppia, e il grado di inquietudine si incrementa.” [6]

Il professore naturalmente non riesce ad avvertire posizioni ideologizzanti o quanto meno non veritiere nelle affermazioni appena elencate, ma trova un nuovo straordinario espediente logico (a suo dire) per manifestare il suo profondo dissenso alle azioni di Yoani Sanchez.

Come lo fa, vi chiederete?

Condannando aspramente la Sanchez per alcune visite in ristoranti della città. Già ci sarebbe da ridere, ma ci spieghiamo meglio.

Nello specifico il professor Lamrani fa una scoperta sensazionale e cita la sua fonte: “Infatti, nel numero del 23 luglio 2012 il quotidiano spagnolo El Pais ha scoperto che la blogger ha fatto un articolo su “i 10 migliori ristoranti della rinomata cucina cubana”. [7] “

Mio dio. E’ andata nei ristoranti! Ed è stata una scoperta. Ma la sua follia logica non finisce qui, perché si avventura in gradevoli ed errate supposizioni cosi esemplificate.

Inevitabilmente sorgono alcune domande. Per stabilire una classificazione minimamente seria, la giovane oppositrice doveva visitare almeno una cinquantina di ristoranti di L’Avana, i cui menù costano in media circa 20 euro.  Come può, Yoani Sánchez, che sostiene di avere difficoltà a nutrire il proprio bambino spendere un budget di 1.000 dollari, che è equivalente a quattro anni di stipendio medio a Cuba, per visitare i migliori ristoranti a L’Avana?”.

Ma le condanne terribili per la povera Sanchez non finiscono qui. Yoani ha ancora una terribile colpa, che il professore così ci testimonia:

Mai nessun dissidente a Cuba, e forse nel mondo, ha ottenuto tanti riconoscimenti internazionali, in così poco tempo. Inoltre, il quotidiano El Pais ha aperto le sue pagine alle cronache della Sanchez in cambio di una retribuzione che oscilla attorno ai 150 dollari per articolo, vale a dire una somma equivalente a otto mesi di salario minimo a Cuba.. [8] “

Orribile colpa. La brava Yoani Sanchez, che come tutti i dissidenti cubani è socialmente distrutta dall’apparato di regime che la segue ovunque vada e naturalmente non le consente in alcun modo di partecipare alla vita intellettuale del paese, vende i propri articoli! Addirittura all’incredibile cifra di 150 dollari al pezzo. Che se non sbaglio è il prezzo minimo per una opera d’ingegno. Ma il professore non si scandalizza che lo stipendio medio di un cubano sia di 20 dollari al mese… no, non lo fa.

Il professor Lamrani cade nella sua stessa trappola. Ci spieghiamo meglio.

Se da un lato la Sanchez cita le difficicoltà ad accedere a beni materiali ed alimentari, che Cuba sia generalmente considerato un paese povero è di pubblico dominio, dall’altro lato dopo la pubblicazione del TIME che la poneva tra le 100 persone più importanti del pianeta la sua notorietà è cresciuta esponenzialmente. La medesima notorietà le ha consentito di pubblicare i suoi articoli per una vasta platea di giornali occidentali.

Per quello che riguarda il suo articolo su “ i 10 migliori ristoranti della rinomata cucina cubana” è così incredibile che lo stesso giornale che le ha commisionato il pezzo possa averle pagato dei pranzi o delle cene?

Anche se la sua condizione di vita per fortuna non è disperata… è cosa così incredibile che Yoani Sanchez ci racconti delle difficoltà delle famiglie cubane all’accesso ad una quantità ragionevole di alimenti e ad una varietà degli stessi?

Possono dei pranzi e delle cene ipoteticamente regalati per scrivere un pezzo di costume denigrare il lavoro di una donna pacifica che chiede solo democrazia per il proprio popolo?

Questo è lo stile della diffamazione caratteristico del regime cubano e dei suoi simpatizzanti. Ragionamenti privi di sostanza e strutturati su una metodica nazista della disinformazione.

Uno stile meschino.

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[1] Yoani Sánchez, “A distanza di un click”, Generazione Y, 28 giugno 2012.http://www.desdecuba.com/generaciony/ (sito visitato il 26 luglio 2012).

[2] Yoani Sánchez, “all’ingrosso rispetto al dettaglio”, Generazione Y, 5 giugno 2012.http://www.desdecuba.com/generaciony/ (sito visitato il 26 luglio 2012).

[3] Yoani Sánchez, “Il futuro con Mariela Castro”, Generazione Y, 28 maggio 2012.http://www.desdecuba.com/generaciony/ (sito visitato il 26 luglio 2012).

[4] Yoani Sánchez, “Fuenteovejuna” Generazione Y, 13 giugno 2012.http://www.desdecuba.com/generaciony/ (sito visitato il 26 luglio 2012).

[5] Yoani Sánchez, «buon umore?” Generazione Y, 12 giugno 2012.http://www.desdecuba.com/generaciony/ (sito visitato il 26 luglio 2012).

[6] Yoani Sánchez, casella ‘maiale’ ‘”, Generazione Y, 16 maggio 2012.

[7] Yoani Sánchez, “I nuovi chef di L’Avana. I 10 migliori ristoranti della cucina rinnovata cubana “El País, 23 luglio 2012.http://elviajero.elpais.com/elviajero/2012/07/23/actualidad/1343057020_608376.html (sito visitato il 26 luglio 2012).