I DIARI DI MINA. Il primo giorno all’Avana…la prima truffa all’Avana (4)

 I Diari di Mina

La sera prima ero arrivata a casa di Marvelis un po’ confusa: la signora dell’Università dell’Avana che curava lo scambio con la mia, mi aveva detto che non avrei potuto cambiare casa, poiché il mio accordo inter-universitario non lo prevedeva…tempo dopo avrei scoperto che in realtà quella signora prendeva una percentuale sull’affitto che io pagavo a Marvelis (ben 450 CUC al mese per una stanza in una famiglia, o casa particular…fortuna che la mia borsa di studia pagava tutto!) e se io fossi andata  via, lei avrebbe perso la sua entrata extra, altro che accordo inter-universitario!

Per complicare ancora di più la situazione, faccio il mio primo incontro ravvicinato con le due monete: il Peso e il CUC! Il peso è la moneta nazionale cubana, sempre usata dai tempi dei tempi. Dopo la caduta del Muro di Berlino, il Governo decide che il turismo è l’unica via di salvezza, e introduce il CUC che nasce come moneta per gli stranieri. Le due monete, rappresentano in realtà le due economie, la nazionale e la turistica, ognuna con i propri negozi, la propria mercanzia e il proprio target di clientela. Con il passare dei mesi, però, l’economia nazionale è andata svuotandosi, lasciando ben poche cose alla rispettiva moneta, e tanto i cubani come i turisti, sono stati costretti a ricorrere al CUC per comprare ogni tipo di beni. Oltre tutto sia il peso che il CUC possono entrambi essere chiamati peso, e visto che capire cosa si acquista in una moneta e cosa nell’altra è impossibile per un turista appena arrivato a Cuba, la truffa è praticamente assicurata!

Come se le cose non fossero già complicate a sufficienza, il cambio tra CUC e peso è da diventare matti: se vuoi vendere un CUC, ti daranno in cambio 23 pesos, ma ti serviranno 25 pesos per comprare un CUC! Inoltre, convenzionalmente, un peso corrisponde a 5 centesimi di CUC, e 10 pesos a 50 centesimi…ma 20 pesos non sono 1 CUC intero! 

 

Mami, la madre di Marvelis, aveva passato tutta la mattina cercando di spiegarmi queste cose…senza riuscirci! Con tutta questa confusione di cambi in testa come prima cosa decido di andare a prendere il pane! Faccio la fila, come tutti, e quando arrivo alla panaderia, chiedo 1 panino rotondo (il classico pane cubano che viene dato uno al giorno per persona con la libreta a cinque centesimi di peso l’uno, ma che si può vendere anche “por la libre” a un peso). Pago con un CUC, ed incerta, aspetto il mio panino e il mio resto. Resto stupefatta dal vedere che assieme al pane non c’è denaro…e torno a casa pensando “Ma se i Cubani guadagnano 17 dollari al mese…come diavolo fanno a pagare un panino un CUC?” 

Sulla strada di casa incontro Osmany che appena mi vede mi chiede: “Cuanto te tumbaron pa’  eso?” (Quanto ti hanno fatto pagare per quello?), io rispondo, vergognandomi, “Un CUC”…lui scoppia in una sonora risata e va diretto alla panaderia. Senza neanche dire una parola apre la mano, e la signora guardandomi e sbuffando gli restituisce 22 pesos (i miei primi pesos!)

Osmany e io ce ne andiamo…lui mi accompagna a casa e mi dice “No te preocupes, esto le pasa a todos los yumas aqui!” (Non preoccuparti, questo qui succede a tutti gli stranieri), e se ne va ancora ridacchiando…avrà qualcos’altro da raccontare al prossimo straniero che affitterà una stanza a casa sua, e un altro aneddoto da condividere con gli amici!

  

 I Diari di Mina

Da http://unitalianainecuador.wordpress.com/

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