Yoani Sanchez. Terabytes

Nel mio balcone c’è una yagruma (1). Foglie a forma di mani con dita arrotondate; bianche sotto, verdi sopra. Quel che mi piace di lei non è tanto la simpatica forma né il fatto di essere cresciuta in un vaso a oltre cinquanta metri dal suolo, quanto la sua capacità di adattamento. Alcuni anni fa comprese che il tetto di cemento non l’avrebbe lasciata crescere diritta, così si inclinò verso l’esterno, slanciando i suoi rami sopra il muro a quattordici piani di altezza. Quando il gatto le rovinò il tronco affilandosi le unghie, la pianta sviluppò intorno alle ferite una corteccia più spessa e protettiva. Davanti a ogni ostacolo inventò il modo di superarlo; davanti a ogni attacco un meccanismo di protezione. La nostra quotidianità è piena di lezioni come quella fornita da questa “yagruma in un vaso”.

Per esempio nel mio quartiere i giovani hanno configurato numerose reti senza fili per scambiarsi programmi, giochi e informazioni. Proprio come la pianta del balcone, non vogliono sottostare alle limitazioni imposte dalla realtà, tra queste le assurde restrizioni per accedere liberamente a Internet. Quindi hanno creato un loro percorso per navigare, anche se è soltanto un’intranet rudimentale e limitata. In mancanza di canali informativi che non siano sotto stretta supervisione statale, sorgono percorsi per scambio, compravendita di programmi televisivi stranieri, musica e pellicole. La varietà e la quantità dell’offerta è notevole. Quanti terabytes desidera? Mi ha chiesto questa mattina uno di quei ragazzi appena ventenne che già manda avanti un “negozio di informatica”. Il mio cervello è andato in corto circuito, perché ero arrivata a calcolare in megabytes e dopo in gigabytes, ma i terabytes sono troppo per me. Mi espose in dettaglio la sua offerta: aveva pacchetti di serial e documentari, da tematiche storiche, spionaggio, scienza e tecnologia, fino a opere biografiche complete. Non appena si rese conto della mia passione per la lettura, aggiunse una collezione di interviste ai più importanti autori del boom latinoamericano. Per ultimo lasciò “le cose più popolari”, secondo quanto mi spiegò, mentre elencava titoli come “Grandi omicidi della storia”, “La via della droga”, “Chirurgia estrema”, “Cina: un abisso tra ricchi e poveri”… Me ne restai ferma con la memoria USB in mano senza sapere cosa scegliere. Alla fine, presi diversi gigas ben assortiti e me ne andai di corsa a casa con la stessa sensazione di vittoria di quella yagruma che, nonostante i limiti dell’angusto tetto, è riuscita a slanciarsi verso l’immensità.

Yoani Sanchez

Traduzione di Gordiano Lupi

Nota del traduttore: (1) Arbusto tipico cubano, intraducibile.

Annunci